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Ti invito al viaggio
in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l'incanto dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto è ordine e bellezza, calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.


 da Invito al viaggio
Baudelaire secondo Sgalambro


8 giugno 2007


Via delle Belledonne


Ci sono alcuni fiori che mascherano dietro la loro bellezza un venefico richiamo. Però la loro natura è duplice: non solo angoscia esiziale ma anche speranza terapeutica, fonte di vita.
Penso alla venustà selvaggia ed elegante della
digitalis purpurea, potente veleno ed efficace antiaritmico.
Penso all’Atropa Belladonna, che come la
lugubre Parca può recidere il filo della vita. I suoi princìpi, però, ora sfruttati dalla medicina come agenti parasimpaticolitici, erano usati dalle donne come arma di seduzione: la midriasi che causavano era un'allusione inconscia e irresistibile al momento dell'orgasmo.

Questi fiori sono un po’ come le donne, salvifiche e foriere di perdizione.

Come le Belledonne. Nel loro blog troverete poesia, arte, letteratura. Troverete la complessità di un universo fragile e volubilmente lunare. Troverete la forza e la sensibilità di chi osserva e racconta. 

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Fermiamo gli orchi!




permalink | inviato da fortezzabastiani il 8/6/2007 alle 23:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


18 maggio 2007


Cinque romanzi

Edward Hopper,Compartment C, Car 293,1938,Oil on canvas,Collezione privata

Un'irrefrenabile curiosità mi porta a sbirciare i titoli dei libri che distraggono gli anonimi viandanti che incontro. Forse il mio è un vano tentativo di evincere qualcosa delle loro vite ignote, o forse è il bisogno di trovare un gracile legame che me li renda un poco familiari. Perché, talvolta, un libro è anche un mezzo per riconoscere persone sconosciute ma affini, come mi ha insegnato la protagonista di un noto romanzo di Kundera che, stringendo a sé un voluminoso Anna Karenina, non ostentava la propria cultura ma solo la propria solitudine.


E' anche per questo, oltre che per carpire i vostri preziosi consigli letterari, che accolgo con entusiasmo l'invito dell'amica Flalia, blogger sensibile e attenta lettrice, che mi chiede di riportare sul mio blog gli incipit dei cinque romanzi della mia vita. Inutile dire che cinque sono pochi, anche se il fatto di escludere scritti elegiaci e filosofici mi aiuta in questa cernita. Ometterò di riportare le prime parole dell'intenso romanzo di Buzzati: il mio senhàl è sufficiente a dimostrare quanto lo senta “mio”!

 1. Il signor Lemuel Gulliver, autore di questi viaggi, è un mio caro, vecchio amico e parente alla lontana da parte di madre. Tre anni or sono il signor Gulliver, ormai stanco delle continue visite di curiosi alla sua casa di Redriff, comprò un piccolo appezzamento di terra con una comoda dimora nei pressi di Newark, nel Nottinghamshire, sua terra natale, dove si è ritirato a vita privata, fra la considerazione dei suoi vicini. (I viaggi di Gulliver, ) 
Perché da bambina mi ha divertita e da grande mi ha fatto riflettere su quanto possiamo essere mostruosi, piccoli e stolti.

2, Davanti all’arco di ingresso, retto da colonnette gemelle, del convento di Mariabronn, sul margine della strada c’era un castagno un solitario figlio del Sud, che un pellegrino aveva riportato da Roma in tempi lontani, un nobile castagno dal tronco vigoroso; la cerchia de’ suoi rami si chinava dolcemente sopra la strada, respirava libera ed ampia nel vento; in primavera, quando intorno tutto era già verde ed anche i noci del monastero mettevano già le loro foglioline rossicce, esso faceva attendere ancora a lungo le sue fronde, poi quando le notti eran più brevi, irradiava di tra il fogliame la sua fioritura esotica, d’un verde bianchiccio e languido, dal profumo aspro e intenso, pieno di richiami, quasi opprimente; e in ottobre, quando l’altra frutta era già raccolta ed il vino nei tini, lasciava cadere al vento d’autunno i frutti spinosi dalla corona ingiallita: non tutti gli anni maturavano; per essi s’azzuffavano i ragazzi del convento, e il sottopriore Gregorio, oriundo del mezzodì, li arrostiva in camera sua sul fuoco del camino. (Narciso e Boccadoro, Herman Hesse)

Perché lo farei leggere a ogni adolescente; perchè esistono molteplici sentieri da percorrere e per scegliere quello giusto è essenziale conoscere sé stessi.

3.Non sapevo nulla della vita. Antonio Setzu raccontò la storia e quel che seppi era troppo, era pesante, immaginarlo e pensarlo mi metteva paura dell’uomo, del monto e della morte. Dimenticai per trentaquattro anni. Ora ricordo, parola per parola. (Passavamo sulla terra leggeri, Sergio Atzeni)
Perché narra, in maniera lieve e appassionata, la storia del mio popolo.

 4.
In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all’alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare. Quadno finì di imbottigliarlo e fece ritorno a casa, erano già le undici passate. (Le braci, Sándor Márai)
Perché è un monologo brillante, è un libro sulla senilità e sulla vita, ricco di meste riflessioni sull’amore, sull’amicizia e sull’introversione che ci rende ciechi e incapaci di comunicare.

5.
Arriviamo dalla Grande Città. Abbiamo viaggiato tutta la notte. Nostra Madre ha gli occhi arrossati. Porta una grossa scatola di cartone, e noi due una piccola valigia a testa con i nostri vestiti, più il grosso dizionario di nostro Padre, che ci passiamo quando abbiamo le braccia stanche. (Trilogia della città di K., Agota Kristof)
Perché è l’ultimo romanzo che ho letto, e ogni buon libro lascia una traccia indelebile in noi.


A questo punto mi piacerebbe sapere quali sono i vostri cinque libri!

I libri migliori sono proprio quelli che ci dicono quel che già sappiamo.

George Orwell, 1984




permalink | inviato da il 18/5/2007 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa
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